Elenco dei caduti delle formazioni partigiane 8° Brigata Garibaldi - 29° Brigata G.A.P. "Gastone Sozzi" - Brigata S.A.P. - Battaglione Corbari
A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z
D'Aniello Guido Fu Francesco.
Nato a Leciniano (NA) l'8 agoso 1919, residente a Casalnuovo,
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 12 febbraio al 14 settembre 1944.
Trasferitosi a Rimini per ragioni di lavoro si arruolò nelle gap locali, "durante una azione contro i nazi-fascisti veniva catturato dagli stessi e da allora non si è saputo più nulla".
Dal Fiume Alberto Fu Adamo.
Nato a Lugo il 17 gennaio 1918, ivi residente.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo oprativo dal 3 aprile al 20 ottobre 1944.
Partigiano del 3° distaccamento del 1° battaglione, il 17 ottobre 1944 venne aggregato con l'intero distaccamento al 14° battaglione polacco e partecipò alla conquista di monte Aiola, poi di Sambucheto, dove, il 20 ottobre, fu mortalmente colpito da una granata tedesca.
Degli Esposti Dino Di Primo.
Nato a Forlì il 15 febbraio 1922, colono, fratello di Tonino
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 22 febbraio al 24 marzo 1944.
Arrestato perché renitente di leva, ad ammonimento per i giovani che nella quasi totalità avevano rifiutato l'arruolamento nell'esercito della "repubblica sociale", venerdì 24 marzo, assieme al fratello Tonino, Agostino Lotti, Massimo Fantini, Giovanni Valgiusti venne processato, condannato a morte e fucilato nella caserma Ferdinando di Savoia di Forlì.
Degli Esposti Tonino Di Primo.
Nato a Forlì il 23 agosto 1924, colono, fratello di Dino.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 22 febbraio al 24 marzo 1944.
Arrestato perché renitente di leva, ad ammonimento per i giovani che nella quasi totalità avevano rifiutato l'arruolamento nell'esercito della "repubblica sociale", venerdì 24 marzo, assieme al fratello Dino, Agostino Lotti, Massimo Fantini, Giovanni Valgiusti venne processato, condannato a morte e fucilato nella caserma Ferdinando di Savoia di Forlì.
Dell'Amore Ferdinando Di Guglielmo.
Nato a Forlì il 31 maggio 1906, operaio, coniugato, padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 29 agosto 1944.
Operaio della Mangelli, aderì all'organizzazione clandestina comunista di fabbrica. Dopo l'8 settembre si adoperò a sostegno delle nascenti formazioni armate raccogliendo armi, fondi e indumenti. Fu tra gli organizzatori dei numerosi ed importanti scioperi operai che ebbero grande importanza politica e salvarono la vita a numerosi ostaggi e renitenti di leva. Arrestato il 2 agosto 1944 dall'ufficio politico investigativo della gnr, assieme a Secondo Cervetti, Ivo Gamberini e Giovanni Golfarelli, il 29 agosto venne con loro impiccato nei prati della Minarla.
Domeniconi Terzo Fu Sebastiano.
Nato a Cesena il 26 novembre 1923, garzone edile, secondo di sei figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'8 marzo al 9 aprile 1944.
Ferito, fu prelevato dai tedeschi dall'infermeria delle Capanne, consegnato alle SS italiane, fucilato a Ponte Messa il 7 aprile 1944
Dugheria Maria Fu Antonio.
Nata a Bertinoro il 10 maggio 1918, residente a Cesena, coniugata.
Riconosciuta partigiana della 29° brigat gap con ciclo operativo dal 1 gennaio al 10 ottobre 1944
Staffetta, il 10 ottobre 1944 "mentre si accingeva a portare ordini al comandante di distaccamento, venne colpita da scoppio di granata perdendo la vita".
Ermeti Giuseppe Di Federico.
Nato a Rimini il 1 gennaio 1924, ivi residente, elettricista, figlio unico, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal dicembre 1943 al 22 settembre 1944.
Sfollato a Viserba si organizzò nel 3° distaccamento del 3° battaglione della brigata sap. Cadde in Viserba il 22 settembre 1944 "per ragioni di servizio, colpito da scheggia di granata, mentre, per ordini ricevuti, tentava di raggiungere gli avamposti alleati".
Evangelisti Arnaldo Di Gaetao
Nato a Cervia il 6 gennaio 1922, ivi residente, coniugato.
Riconosciuto partigiano dell'8° con ciclo operativo dal 27 febbraio al 16 aprile 1944.
Il 12 settembre 1943 entrò a far parte delle squadre di difesa del ravennate e partecipò con Boldrini e Fusconi alla prima azione armata del ravennate: la beffa del Savio.
Il 28 febbraio raggiunse l'8° brigata. Vice comandante e poi comandante della compagnia armi pesanti. Durante il Grande rastrellamento d'aprile partecipò al combattimento del Passo della Calla proteggendo il passaggio dei partigiani, nel successivo combattimento sul monte Falterona dove cadde raggiunto da una raffica di mitra.
Fabbri Alteo Di Romeo.
Nato a Bertinoro il 20 dicembre 1925, ivi residente, operaio, secondo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 2 maggio al 12 ottobre 1944.
Capo terziglia del distaccamento di Guascone, l'11 ottobre 1944 provocava lo sparo del proprio mauser che gli produceva ferite alla spalla e alla trachea e la morte immediata.
Fabbri Carlo Di Andrea.
Nato a Santa Sofia il 23 marzo 1922, residente a Civitella di Romagna, colono, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 14 marzo al 30 aprile 1944.
Ucciso nell'infermeria delle Capanne durante la prima fase del grande rastrellamento dell'aprile 1944. L'atto di notorietà redatto il 20 marzo 1948 nel comune di Civitella, dichiara che "ad opera di appartenenti alla milizia V.S.N., in Comune di Verghereto, il giorno 6 aprile 1944 è stato fucilato per rappresaglia".
Fabbri Antonio anzi Enrico Di Salvatore.
Nato a Montiano l'8 gennaio 1927, residente a Cesena,
terzo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 9 febbraio al 17 aprile 1944.
Durante il Grande rastrellamento d'aprile il 17 aprile 1944 veniva catturato nella valle dell'Oia (Falterona). Portato al cimitero di Stia venne fucilato assieme ad altri 16 partigiani.
Fabbri Giuliano
Nato a Civitella di Romagna il 9 settembre 1926, residente a Galeata, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 maggio al 27 settembre 1944.
Staffetta dell'8° brigata, alle ore 7 del 29 settembre 1944 a Collina di Pondo veniva "Fucilato per rappresaglia perché trovato in possesso di bombe e perché sospetto partigiano".
Fabbri Italo Di Nazzareno.
Nato a Rimini il 14 febbraio 1920, residente a Sant'Arcangelo, muratore, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 15 aprile al 25 luglio 1944.
In una lettera dell'anpi di Rimini a quella di Forlì si dichiara che il Comune di quella città non era in grado di rilasciare certificato di morte "in quanto il Fabbri fu preso dai tedeschi nel mese di luglio 44 e secondo il personale di guardia delle SS di Forlì in data 30 luglio 44 fu portato in aperta campagna Forlivese e fucilato" il padre in una lettera all'anpi di Forlì scrive "allego una dichiarazione rilasciata dall'ufficio leva (che nel fascicolo non c'è) la quale dichiara�la sicura morte di mio figlio Italo mediante fucilazione e sepolto in posto ignoto nei pressi di Forlì tramite una dichiarazione di un teste oculare inviata a suo tempo al distretto militare di Forlì".
Fabbri Renato Di Carlo.
Nato a Forlì il 4 ottobre 1921, residente a Forlimpopoli frazione di S. Andrea, colono, quinto di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata Sap con ciclo operativo dal 1 giugno al 21 ottobre 1944.
Con Battista Bertaccini, Antonio Greggi, Rino e Adriana Ragazzini (padre e figlia) componeva la squadra sap della frazione Sant'Andrea di Forlimpopoli che operò per lo smistamento di armi e stampa alle brigate gap e 8° e con azioni di disarmo di militi e attentati a strutture logistiche tedesche. Il 21 ottobre 1944, un aereo alleato bombardava l'abitazione del Bertaccini, dove l'intera squadra era riunita, distruggendo l'abitazione e uccidendo tutti gli occupanti.
Fabbri Sante Di Giulio.
Nato a Santa Sofia il 16 febbraio 1922, ivi residente, scalpellino, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 30 ottobre 1943 al 3 novembre 1944.
Nome di battaglia Maciste. Comandante del 1° distaccamento del 3° battaglione.
Morì il 3 novembre 1944 nel corso di un'azione di sminamento alla Casetta (Collina di Pondo).
Fabbri Vittorio Di Salvatore.
Nato a Montiano il 7 maggio 1923, residente a Cesena, secondo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 9 marzo al 3 aprile 1944.
Caduto nella zona delle Capanne. L'atto di notorietà sulle cause di morte, redatto il 5 aprile 1948 presso la pretura di Cesena, dichiara che la sua morte avvenne "in seguito a fucilazione da parte di tedeschi il giorno 3 aprile 1944 in Calanco di Verghereto". La data va posticipata di almeto quattro giorni.
Facibeni Lorenzo Fu Domenico.
Nato a Civitella di Romagna l'8 marzo 1912, residente a Cusercoli, colono, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 gennaio al 30 novembre 1944.
Catturato nel corso del rastrellamento d'agosto. Il 7 ottobre 1944 veniva emesso il verbale di irreperibilità: "fu catturato dai nazi-fascisti il 20.8.44 in località Cusercoli e da allora non si è saputo nulla e non è stato possibile identificare la salma".
Fantini Gino Di Lazzaro.
Nato a Cesena il 25 settembre 1924, residente a Forlì, meccanico, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 marzo al 23 luglio 1944.
Il 23 luglio, assieme ad altri due partigiani, fu inviato a Ranchio in ricognizione. Nella notte, la pattuglia partigiana ebbe uno scontro con un plotone di militi. Rimasero feriti alcuni fascisti e due partigiani che riuscirono a dileguarsi. Egli fu catturato e il giorno seguente impiccato ad una ringhiera nel piazzale del paese. Il 2° distaccamento del 2° battaglione portò il suo nome.
Fantini Massimo Di Luigi.
Nato a Civitella di Romagna il 3 dicembre 1922, ivi residente, colono, primo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 11 settembre 1943 al 11 marzo 1944.
Arrestato e percosso in frazione Seggio di Civitella assieme a Agostino Lotti e a Giovanni Valgiusti perché renitente di leva. Portato a Civitella fu poi tradotto a Forlì. Il venerdì 24 marzo venne processato e condannato a morte da un tribunale militare presieduto dal generale Boscazi. La sentenza che riguardava anche i fratelli Dino e Tonino Degli Esposti, Agostino Lotti, Giovanni Valgiusti, venne eseguita nella caserma Ferdinando di Savoia.
Fantini Sergio Carlo Fu Pellegrino.
Nato a Forlì il 4 marzo 1918, residente a Forlì in frazione Vecchiazzano, colono, secondo di sei figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 ottobre 1943 al 4 maggio 1944.
Partigiano del distaccamento di Vecchiazzano, la sua abitazione fungeva anche da base per i giovani che si recavano nell'8° brigata. Un partigiano catturato nel corso del rastrellamento d'aprile e torturato, svelò la sua attività. Il 4 maggio, un reparto della gnr si portò alla sua abitazione e trovate le armi del distaccamento nascoste nella legnaia, minacciò la distruzione dell'intera famiglia. Dichiaratosi unico responsabile dell'attività partigiana venne immediatamente fucilato
Fantini Virgilio Di Michele.
Nato a Bertinoro il 18 maggio 1922, residente a San Leonardo, colono, sesto di sette figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata gap con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 14 marzo 1944.
Gia appartenente alla 29° gap. Fu catturato durante un rastrellamento nella zona del comune di Borello, assieme al cugino Renato Capacci, sotto l'imputazione di non essersi presentato alla chiamata alle armi. Tradotti alle carceri di Bologna vennero processati e fucilati il 6 aprile 1944 al poligono militare.
Fantuzzi Attilio Fu Carlo.
Nato a Sarsina il 18 febbraio 1896, residente a Cusercoli, colono, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 6 novembre 1943 al 21 agosto 1944.
Il primo nucleo armato del forlivese dalla sua formazione a tutto il mese di settembre trovò ospitalità presso la sua abitazione. Fu stretto collaboratore della brigata. Durante il rastrellamento d'agosto, il 20, fu catturato da un reparto tedesco e condotto alla fornace di Meldola dove fu rinchiuso con altri 180 rastrellati. Il giorno successivo dopo percosse, violenze ed essere stato costretto a scavarsi la fossa, venne fucilato.
Farabegoli Ubaldo Di Egisto.
Nato a Cesena il 25 dicembre 1925, ivi residente, meccanico, secondo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal febbraio al 30 settembre 1944.
Arrestato dai tedeschi il 27 settembre assieme a Giuseppe Piraccini, Amedeo, Augusto e Primo Ridolfi, Armando Vicini, perché in prossimità dell'abitazione dei Ridolfi, a San Tommaso di Cesena, erano state ritrovate delle armi, alle ore 24 del 29 settembre furono uccisi a colpi di mazzetta alla nuca e sepolti in una fossa comune dove sono stati ritrovati.
Fattini Nello Di Stanislao.
Nato a Bagno di Romagna, il 19 dicembre 1923, ivi residente in frazione Poggio la Lastra, colono, secondo di quattro figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 15 maggio al 3 agosto 1944.
Aggregato al distaccamento comandato di Maciste (Sante Fabbri). Il 2 agosto 1944, partecipò a Qualtrosolo sulla provinciale Pianetto-Santa Sofia, al blocco di un convoglio tedesco e allo scontro con i soldati di scorta. Ritiratosi col distaccamento nella valle del Borello, la mattina del 3 agosto, forse complice una spiata, si trovò accerchiato dai tedeschi appoggiati da forze fasciste. Ferito ad un ginocchio non riuscì a sganciarsi e fu fatto prigioniero. Il suo corpo fu ritrovato dai suoi compagni, carbonizzato, dentro un capanno di Farfaneta dato alle fiamme.
Fattini Pasquale Di Ferdinando.
Nato a a Bagno di Romagna il 15 febbraio 1925, ivi residente, colono, secondo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 12 gennaio al 12 aprile 1944.
Inquadrato nella 12° compagnia. La mattina del 12 aprile 1944, inizio del Grande rastrellamento d'aprile si schierò sul crinale di Biserno vicino alla "croce" a 670 mt di quota, per contrastare i tedeschi che dalla strada bidentina intendevano conquistare i crinali dove erano attestati i partigiani. Morì nel corso della cruenta battaglia che ne seguì.
Favelli Osvaldo Di Aurelio .
Nato in Francia il 5 novembre 1924, residente a Castrocaro Terra del Sole, operaio, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 26 novembre 1943 al 20 gennaio 1944.
Rifiutò la leva nella repubblica sociale e nel novembre 1943 si portò alla formazione armata del faentino costituitasi nell'alta Samoggia. Partecipò all'attività del gruppo partigiano e dal 4 gennaio all'occupazione di Tredozio conclusasi tragicamente il 20 gennaio 1944. Quella mattina tedeschi e fascisti circondarono Ca Morelli dove i partigiani erano acquartierati. Assieme a Ciani Vittorio e a Graziani Domenico tentò la sortita per sottrarsi all'accerchiamento. Gravemente ferito morì quello stesso giorno. Gli altri 20 partigiani presenti nella casa, furono costretti ad arrendersi.
Ferri Leon Francesco Di Angelo.
Nato a Firenze il 12 aprile1923, ivi residente, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 2 gennaio al 16 aprile 1944.
Nome di battaglia Alano. Partecipe del gruppo partigiano che il mattino del 16 aprile, durante il Grande rastrellamento d'aprile, si portò sul crinale che conduce alle Fontanelle, fu oggetto di un nutrito fuoco tedesco. Assieme a Domenico Castellucci si allontanò dal crinale con direzione Valbianca. Ferito, fu catturato dai tedeschi e il giorno dopo fucilato in località Valdonetto.
Fiorentini Ezio Di Angelo.
Nato a Modigliana il 13 febbraio 1925, ivi residente, colono, terzo di otto figli, celibe.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 1 marzo al 12 marzo 1944.
Arrestato il 12 marzo 1944 dai nazifascisti, durante un rastrellamento in località S.Savino. Nei pressi di Forlì, assieme ad altri due rastrellati: Augusto Berti e Domenico Guidi, per sfuggire ai carcerieri tentò di attraversare il fiume Montone in piena. Tutti e tre annegarono.
Fiori Mario Di Primo.
Nato a Forlì il 24 maggio 1909, ivi residente a San Martino in Strada, coniugato e padre di quattro figli.
Riconosciuto partigiano della 29 brigata gap con ciclo operativo dal 15 dicembre 1943 al 15 ottobre 1944.
Nella scheda personale dell'anpi traiamo "fucilato dai tedeschi mentre attraversava le linee nemiche il 31 ottobre 1944"
Fiumicelli Jacopo Fu Francesco.
Nato a Santa Sofia il 9 febbraio 1902, ivi residente in Collina di Pondo, coltivatore diretto, coniugato e padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 20 giugno al 28 settembre 1944.
Decedeva all'ospedale di Siena il 5 settembre 1945, per malattia contratta durante il periodo della lotta partigiana
Foietta Celso Fu Giulio.
Nato a Santa Sofia il 14 aprile 1907, ivi residente, facchino, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 30 novembre 1943 all'11 settembre 1944.
Staffetta dell'8° brigata, "raccoglieva soldi, viveri; recuperava armi e munizioni per le formazioni partigiane. Scoperto veniva imprigionato e tradotto nelle carceri di Forlì". Nel pomeriggio del 9 settembre veniva prelevato assieme ad altri 5 prigionieri, condotto in località San Tomè e qui impiccato per rappresaglia.
Forasassi Ettore Di Giovanni.
Nato a Albizzate (VA) il 1 giugno 1905, residente a svignano sul Rubicone, maresciallo dei carabinieri, coniugato e padre di quattro figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 3 giugno al 30 luglio 1944.
Partito in ricognizione con altri partigiani nei dintorni di Sarsina, la sera del 30 luglio 1944 fu mortalmente ferito in uno scontro con una pattuglia tedesca a Bucchio. In data 10 febbraio 1948 veniva stilato il verbale di irreperibilità "Durante il combattimento di Bucchio rimase mortalmente ferito poi non fu possibile recuperare la salma".
Foschi Flavio
Di Pio. Nato a Cesena il 19 agosto 1924, ivi residente, operaio, coniugato.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 9 marzo all'8 aprile 1944.
Inquadrato nella 12° compagnia, la mattina del 12 aprile 1944 fu tra i difensori del crinale di Biserno per consentire ai partigiani di sottrarsi in modo ordinato al Grande rastrellamento programmato dai tedeschi per liquidare la presenza partigiana nella zona. Nella battaglia che si sviluppò per contrastare i tedeschi nella conquista del crinale rimase mortalmente ferito.
Foschi Olimpio Di Umberto.
Nato a Cesena il 14 agosto 1923, ivi residente in frazione Pievesestina, colono, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 24 febbraio al 1 luglio 1944.
Caduto il 1° luglio 1944 a Pievesestina.
Fracassi Biagio Di Paolo.
Nato a Casteldelci il 15 marzo 1926, domiciliato a Pieve Santo Stefano, bracciante, primo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dal 15 febbraio al 2 luglio 1944.
Nella dichiarazione redatta il 10 aprile 1946 nel comune di Casteldelci così viene indicata la causa della morte: "il giorno diciannove luglio millenovecentoquarantaquattro è stato trucidato da truppe tedesche durante azione di rappresaglia n una località di questo Comune denominata "Panobole".
Franchetti Ferruccio Di Giuseppe.
Nato a Montescudo il 19 giugno 1923, ivi residente, meccanico, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 15 febbraio al 17 settembre 1944.
Nell'atto di notorietà redatto nel comune di Montescudo in data 10 giugno 1946 così è indicata la causa della morte: "facente parte del movimento clandestino; il giorno 16/9/1944 alle ore 14 sulla strada prov. S. Maria del Piano - Taverna (località Pian Bagnola) - è rimasto ferito da scheggia di granata al fianco destro lacerandogli l'intestino. Tale lacerazione gli ha procurato la morte".
Franchi Mariano Di Pilade.
Nato a Cattolica il 25 novembre 1911, ivi residente, coniugato e padre di un figlio, un altro nascerà un mese dopo la morte.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 2 febbraio al 25 settembre 1944.
Ferito da una granata il 3 settembre 1944, moriva all'ospedale di Iesi il 25 settembre 1944.
Francia Golfardo Di Eugenio.
Nato a Cesena il 24 luglio 1918, manovale, primo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 febbraio all'8 aprile 1944.
Catturato all'infermeria delle Capanne e fucilato a Ponte Messa il 7 aprile 1944.
Frisoni Giosuè Fu Cesare.
Nato a Rimini il 9 dicembre 1891, residente a Riccione, colono, coniugato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 8 settembre 1943 al 14 settembre 1944.
Deceduto il 14 settembre 1944. Dalla dichiarazione scritta in data 24 gennaio 1948 dal comandante della sap di Riccione, Francesco Bianchi, traiamo:
"Mentre era intento, assieme al partigiano Bullini Renato e Cevoli Giuseppe a seminare chiodi antipneumatici veniva scoperto dalle truppe tedesche e fucilato sul posto, nelle vicinanze della via Adriatica".
Fu cci Giuseppe Fu Angelo.
Nato a Premilcuore il 30 marzo 1926, residente a Santa Sofia frazione Pian del Grado, bracciante, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 11 gennaio al 20 aprile 1944.
Aprile 1944. Fucilato a Pian del Grado dai tedeschi nel corso del Grande rastrellamento d'aprile.
Fusaroli Casadei Antonio Di Michele.
Nato a Bertinoro il 25 gennaio 1883, ivi residente, negoziante, sposato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 1 maggio 1944.
Noto antifascista di fede repubblicana, padre di un figlio partigiano, la notte del 30 aprile 1944, veniva prelevato assieme ad altri quattro antifascisti e, alle primissime ore del mattino, veniva fucilato per rappresaglia all'uccisione di due fascisti, sul margine sinistro della via Cellamaio all'ingresso del paese di Bertinoro. Dal suo negozio e dall'abitazione i militi sottraevano merci e valori.
Fusaroli Casadei Gaetano Di Michele.
Nato a Bertinoro il 16 luglio 1891, inserviente, coniugato.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 novembre 1943 al 1 maggio 1944.
Il 30 aprile 1944, alle ore 22, a Bertinoro venivano uccisi il reggente del fascio locale e una guardia del duce. Conosciuto come antifascista e socialista, per rappresaglia, alle prime ore del mattino del 1 maggio, veniva prelevato dalla sua abitazione e fucilato assieme ad altri quattro antifascisti all'ingresso del paese.
Fusconi Otello Fu Ferdinando.
Nato a Cesena il 21 febbraio 1927, ivi residente in frazione Ronta, secondo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 febbraio al 29 aprile 1944.
Il 26 e il 28 aprile venivano uccisi, nella zona di Martorano, i militi della Venezia Giulia: Romeo Steher e Carlo Martone. I fascisti attuarono il rastrellamento di Martorano - Bagnile con l'impiego del battaglione dei militi della guardia Venezia-Giulia e dei fascisti cesenati. I campi vennero rastrellati, le case perquisite. Anche la sua abitazione fu perquisita e lui prelevato e a coltellate trascinato sino al fiume dove giunse ormai cadavere, lo accusavano di aver sparato contro i fascisti. Il Comitato di Liberazione di Martorano, in un suo documento, scrisse che fu ucciso solo perché era fratello di un noto partigiano.
Fusconi Urbano Di Giuseppe.
Nato a Cesena il 17 giugno 1923, ivi residente, meccanico, quinto di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 28 gennaio al 3 settembre 1944.
Gappista della 29°, catturato dai fascisti, per la deleazione di un ex appartenente all'organizzazione, venne fucilato il 3 settembre 1944, nel sferisterio della Rocca Malatestiana di Cesena.
Fusignani Secondo Di Pasquale.
Nato a Cervia il 15 novembre 1923, ivi residente frazione Pisignano, calzolaio, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 11 novembre 1943 al 19 ottobre 1944.
Ucciso a Bagnile, il 29 aprile 1944, nel corso del rastrellamento di Martorano - Bagnile.
Galeotti Giulio Fu Gaspero.
Nato a Santa Sofia il 25 novembre 1897, ivi residente, colono mezzadro, coniugato e padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano dell'8 brigata con ciclo operativo dal 24 maggio al 24 agosto 1944.
Nell'atto di notorietà redatto presso il comune di Santa Sofia il 22 aprile 1946 viene attestato che fu ucciso "Il giorno 24 agosto 1944 in località "Ca' di Vigneto" della Parrocchia di Camposonaldo del Comune di Santa Sofia - in seguito ad azione di rappresaglia consumata da militari tedeschi".
Galeotti Lorenzo Di Carlo.
Nato a Galeata il 9 aprile 1914, residente a Magliano di Forlì, colono, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 marzo al 28 ottobre 1944.
La notte del 27 ottobre 1944, fu catturato e fucilato dai tedeschi assieme a Nello Zanetti, in località podere "Dozzina" di Meldola.
Galeotti Primo Di Mario Ottavio.
Nato a Mortano il 24 febbraio 1895, residente a Porciantico, colono, coniugato e padre di quattro figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 23 agosto 1944.
Il 17 agosto una ventina di armati, militi e tedeschi, dopo aver circondato l'abitazione, a Porciantico, lo trassero in arresto e lo picchiarono affinché rivelasse la presenza e il recapito degli altri partigiani. Tradotto a Civitella assieme ad una trentina di persone, il 23 agosto venne prelevato con altri cinque e fucilato in San Filippo, sulla strada per Collina alla periferia di Civitella.
Gamberini Ivo Fu Domenico.
Nato a Forlimpopoli il 17 luglio 1911, residente a Forlì, operaio.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 27 febbraio al 29 agosto 1944.
Operaio della Mangelli. Antifascista, dopo l'8 settembre partecipò all'attività di sostegno alla nascente resistenza raccogliendo fondi, armi e viveri. Nel gennaio 1944 entrò a far parte dei gap forlivesi. Partecipò a numerose azioni di sabotaggio: interruzioni di binari ferroviari, linee elettriche, telefoniche, deragliamento di un treno carico di materiale.
Il 2 agosto 1944 venne arrestato dall'ufficio politico investigativo della gnr, assieme a Ferdinando dell'Amore, Ivo Gamberini, Secondo Cervetti, sottoposto a violenze perché rivelasse l'organizzazione comunista nelle fabbriche forlivesi, fu poi messo a disposizione dei tedeschi. In seguito ad un attentato contro un militare tedesco avvenuto alle 0,30 del 29 agosto in località San Pietro in Trento, venne prelevato assieme agli altri tre operai ed impiccato presso i prati della Minarla.
Gasperoni Filippo Fu Natale.
Nato a Cesena il 1 aprile 1907, ivi residente, colono, terzo di otto figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 gennaio all'8 giugno 1944.
Antifascista e per questo condannato dal Tribunale speciale a 4 anni di reclusione, dopo l'8 settembre 1943 fu animatore della resistenza nel cesenate. Catturato a Bagnile, fu trasferito a Forlì, torturato e fucilato l'8 giugno 1944.
Gaza Arnaldo Di Primo.
Nato a Cesenatico il 10 gennaio 1925, ivi residente, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 marzo al 18 agosto 1944.
Di leva in marina, partigiano della 29°, il 18 agosto 1944 decise di raggiungere l'8 brigata Garibaldi. Raggiunse un gruppo di amici, che avevano disertato dal semaforo militare di Cesenatico e anch'essi diretti alla brigata, a casa Pieri nei pressi di Ponte Ruffio. Traditi da colui che doveva condurli alla brigata furono circondati, catturati e fucilati a Ponte Ruffio dai fascisti di Cesena.
Gemelli Tornino Fu Sante.
Nato a Sarsina il 6 luglio 1914, residente a Pieve di Rivoschio, figlio unico, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 3 novembre 1943 al 3 ottobre 1944.
Inquadrato nel 4° distaccamento del 1° battaglione, il 2 ottobre 1944 rimase gravemente ferito nel combattimento di Monte Vecchio, portato all'ospedale di Meldola, vi decedeva il 14 ottobre.
Ghelfi Walter Di Luigi.
Nato a Rimini il 3 agosto 1922, ivi residente, tipografo, secondo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 8° brigata con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 12 luglio 1944.
Quando la sua classe venne chiamata alle armi si recò presso la brigata dove militò col grado di commissario politico di compagnia. Catturato durante il Grande rastrellamento d'aprile, il primo maggio 1944 assieme a Ledo Bandini, venne portato nel campo di concentramento di Fossoli dove, il 12 luglio 1944 fu fucilato assieme ad altri 67 patrioti italiani tra i quali altri due appartenenti alla resistenza forlivese: Edo Bertaccini e Rino Molari.
Gherardi Amleto Di Canzio.
Nato a Cesena il 31 agosto 1926, ivi residente, primo di sette figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 maggio al 20 ottobre 1944.
Una dichiarazione congiunta dei partigiani Giuseppe Magnani e Luciano Rasi attesta: "pur non appartenendo a formazioni partigiane tuttavia fu dedito ad una intensa propaganda e attività contro i nazi-fascisti. Nell'agosto 1944 fu arresato dai militi delle Brigate nere e denunziato alle S.S. tedesche come un capo partigiano e attivo antifascista. Tutt'ora si ignorano notizie precise circa la sua fine, da notizie pervenute risulta essere stato condannato alla fucilazione"
Ghetti Francesco Di Quinto.
Nato a Civitella di Romagna il 16 agosto 1927, ivi residente, mugnaio, secondo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 13 novembre 1943 al 18 agosto 1944.
Catturato nel corso del rastrellamento d'agosto. Dall'atto di notorietà redatto nel comune di Civitella di Romagna il 7 maggio 1946 sappiamo: "nel giorno 18 agosto 1944 truppe tedesche in seguito a rastrellamento" lo "prelevarono dalla propria abitazione denominata Mulinello frazione di Collina e lo deportarono in Germania dove morì in un rifugio a Wanna in seguito a bombardamento aereo il 9/2/1945 da notizia avuta da compagno che trovatasi assieme al Ghetti"
Giacobazzi Valter Di Luigi.
Nato a Varana di Montefortino (Modena) nel 1925.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 febbraio al 30 novembre 1944.
Scomparso durante il Grande rastrellamento d'aprile. Dal verbale di irreperibilità redatto in data 10 settembre 1947 apprendiamo che "Durante la battaglia di Biserno (S. Sofia) scomparve senza dare più notizie di sé, e non fu possibile identificarne la salma, si presume sia morto".
Giacomini Clora Di Michele.
Nata a Majolo di Novafeltria il 3 aprile 1926, ivi residente, massaia, seconda di cinque figli, nubile.
Riconosciuta partigiana dell'8° brigata con ciclo operativo dal 4 aprile al 2 luglio 1944.
Nella scheda personale si trova scritto: a Majolo "Mentre eseguiva il servizio di staffetta veniva fatto segno da un colpo di arma da fuoco da parte di nazi - fascisti e rimaneva ucciso il 26/6/44"
Giacomoni Giuseppe Di Giovanni.
Nato a Svignano il 15 marzo 1920, ivi residente, falegname, figlio unico, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 2 febbraio al 17 settembre 1944.
Inquadrato nel distaccamento A, del battaglione di Cesena, il 17 settembre 1944 durante un trasporto di armi, veniva catturato e fucilato.
Gianotti Giovanni Di Serafino.
Nato a S. Agata Feltria il 22 ottobre 1920, ivi residente, manovale, primo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 5 maggio al 30 ottobre 1944.
Sullo stato di famiglia, redatto dal comune di S. Agata Feltria in data 27 aprile 1946, troviamo attestato "è deceduto il 26/9/44 in seguito a scontro con truppe tedesche, in località "Bugaccia" del Comune di S. Agata Feltria, per ferita da arma da fuoco".
Giardini Domenico Di Livio.
Nato a Forlì il 24 marzo 1899, ivi residente, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 2 maggio al 13 novembre 1944.
Il 13 novembre 1944 cadeva sotto un bombardamento d'artiglieria mentre svolgeva servizio di staffetta.
Giorgetti Gualtiero Di Giuseppe.
Nato a Monties (Francia) il 6 settembre 1924, residente a Rimini, studente, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 gennaio al 26 settembre 1944.
Dalla sua scheda biografica presso l'anpi traiamo: "ferito a morte dai tedeschi mentre additava ad avanguardie alleate posizioni nemiche in Igea Marina" decedeva all'ospedale di san Giovanni in Marignano il 29 settembre 1944.
Giorgetti Tullio
Nato a Rimini il 21 maggio 1926, ivi residente, apprendista.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 11 novembre 1943 al 24 agosto 1944.
Faceva parte di un gruppo di giovani marinai romagnoli che prestò servizio al semaforo militare marittimo di Cesenatico - Porto Corsini e nel luglio decise di disertare e dopo qualche tempo di raggiungere l'8° brigata. Il 18 agosto, il gruppo si portò, alla casa del colono Pieri, nei pressi di Ponte Ruffio. Traditi dal partigiano che doveva condurli in brigata, si trovarono circondati dai fascisti di Cesena. Condotti sul Ponte di Ruffio furono fucilati.
Giorgini Pietro Fu Giovanni.
Nato a Cesena il 2 gennaio1890, facchino, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 15 settembre 1944.
Aldo Fusconi comandante del IV distaccamento della 29° brigata gap "G. Sozzi" in data 11 dicembre 1946 dichiarava "che la staffetta Giorgini Pietro, fu arrestato dai nazi-fascisti in seguito ad un rastrellamento effettuato il giorno 12-9-44 in località Martorano, veniva fucilato poi in località S. Martino in Vento del Comune di Rimini, per attività partigiana" il 15 settembre 1944.
Giorgini Pietro Fu Leopold.
Nato a Cesena il 9 febbraio 1921, ivi residente, coniugato.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 maggio al 20 ottobre 1944.
Nell'atto di notorietà redatto nel comune di Cesena il 12 settembre 1946 si attesta che "decesse il 14/9/1944 per ferite da arma da fuoco (fucilazione)"
Giorgioni Adamo Di Antonio.
Nato a Galeata il 23 dicembre 1904, ivi residente, muratore, coniugato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 30 novembre 1944.
Repubblicano di Panetto, arrestato e rinchiuso nel castello di Civitella assieme a Emilio Bacchi e Guido Prestiti (socialisti) e al padre del comandante del 4° battaglione della 8° brigata: Collinelli.Gli ultimi tre sfuggirono alla prigionia, di lui non si sono avute più notizie.
Giovannini Ivo Di Agostino.
Nato a Cesena il 1 gennaio 1908, ivi residente, operaio, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 10 marzo al 14 ottobre 1944.
Ucciso da una granata mentre era in servizio a Sant'Egidio di Cesena.
Giuliani Domenico Fu Giulio.
Nato a Mercato Saraceno il 22 aprile 1926, residente a Forlì in frazione Malmissole, secondo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 maggio al 1 ottobre 1944.
Catturato, detenuto a Bologna, fucilato per rappresaglia alle ore 24 del 1 ottobre 1944 al poligono di tiro di Bologna.
Giunchi Sigfrido Di Arturo.
Nato a Forlì il 31 marzo 1904, ivi residente, coniugato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 12 dicembre 1943 al 27 agosto 1944.
Arrestato il 10 agosto 1944. Sottoposto a torture, venne fucilato il 27 agosto 1944.
Giusti Angelo Di Leopoldo.
Nato a Civitella il 2 ottobre 1924, residente a Cusercoli, operaio, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 febbraio al 18 giugno 1944.
Il 20 agosto, per sfuggire ai tedeschi in azione di rastrellamento si nascose nel bosco di monte Alio assieme ai coetanei Antonio Lombini, Nanni Lello, Francesco Pantaleo (Scampato alla tragedia). Per scovarli i rastrellatori lanciarono bombe a mano causando la morte del giovane Antonio Lombini. Portato a Meldola fu rinchiuso con altri 185 in un locale della fornace. Il giorno dopo, 21 agosto, dopo essere stato sottoposto a strazianti torture, fu unito ad altri 16 rastrellati e fucilato.
Gnudi Raffaele Di Paolo.
Nato a Roversano di Cesena il 12 giugno 1910, residente a Borghi, meccanico, coniugato e padre di un figlio.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dall'8 settembre al 2 ottobre 1944.
Appartenente al distaccamento Santarcangelo III° del battaglione di Rimini, il 27 settembre si portò alla casa di Renzi Giulio parente del cognato Guido Renzi, dove era giunta la prima pattuglia alleata. Un reparto tedesco attaccò la casa. Assieme agli italiani presenti nella casa fu prelevato e costretto a trasportare i feriti della pattuglia alleata sino a Santa Paola dove aveva sede un ospedale da campo tedesco. Qui il più anziano dei Renzi venne liberato gli altri furono fatti proseguire sino a Carpineta e, dopo alcuni giorni di prigionia, fucilati alle ore 16,30 del 4 ottobre.
Golfarelli Giovanni Fu Egisto.
Nato a Forlì il 23 giugno 1911, ivi residente, operaio, coniugato e padre di due figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 2 gennaio al 28 agosto 1944.
Arrestato il 2 agosto 1944 dall'ufficio politico investigativo della gnr, assieme a Ferdinando dell'Amore, Ivo Gamberini, Secondo Cervetti. Fu sottoposto a violenze perché rivelasse l'organizzazione comunista nelle fabbriche forlivesi e poi fu messo a disposizione dei tedeschi. In seguito ad un attentato contro un militare tedesco il 29 agosto in località San Pietro in Trento, venne prelevato assieme agli altri tre operai ed impiccato presso i prati della Minarda.
Gori Antonio Natale Di Giuseppe.
Nato a Teodorano il 22 dicembre 1918, residente a Civitella di Romagna, custode del locale macello, primo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 2 settembre 1944.
Staffetta della brigata, passò poi al servizio informazioni. Il 21 agosto fu tratto in arresto dai fascisti locali e tradotto alle carceri di Forlì.
La notte dell'8 settembre 1944 un tedesco venne ucciso in frazione San Tomè. Nel pomeriggio del 9 settembre veniva prelevato assieme ad altri 5 prigionieri e condotto, su un autocarro scortato da militi della brigata nera, sino a San Tomè e qui impiccato alla presenza di duecento rastrellati.
Gori Armando Di Luigi.
Nato a Zurigo il 20 giugno 1912, residente a Sarsina, bracciante, coniugato e padre di una figlia.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 febbraio al 29 settembre 1944.
Catturato e fucilato il 28 settembre 1944 nel corso della strage compiuta dai tedeschi a Sarsina.
Gorini Luigi Fu Luigi. Nato a Verghereto il 12 gennaio 1882, ivi residente, agricoltore, vedovo e padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 aprile al 21 settembre 1944.
Il 21 settembre 1944 veniva catturato dai fascisti a Castel d'Alfero, alle cinque del pomeriggio di quello stesso giorno veniva fucilato in località Satone di Selvapiana.
Gramellini Leo Fu Natale.
Nato a Forlì il 26 gennaio 1925, ivi residente, primo di due figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 febbraio al 7 aprile 1944.
La mattina del 7 aprile 1944 a Calanco, vicino a Fragheto, assieme ai partigiani di cinque compagnie della 1° brigata prese posizione sul crinale per contrastare i tedeschi in azione di rastrellamento. Rimase ucciso nel combattimento.
Grandi Vasco Di Aristide.
Nato a Massalombarda il 13 gennaio 1923, ivi residente,
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 febbraio al 1 aprile 1944.
Catturato a Spinello l'11 aprile 1944 nel corso del Grande rasttrellamento d'aprile, venne fucilato nel locale cimitero.
Grassi Arsano Di Gaspare.
Nato a Teodorano 23 settembre 1921, residente in frazione Gualdo di Meldola, bracciante, terzo di sei figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 febbraio al 12 aprile 1944.
Caduto nel corso del Grande rastrellamento d'aprile. La sua scheda biografica dell'anpi reca: "Morto 17 aprile 1944. Fucilato a Premilcuore, frazione Valdoneto."
Graziani Luigi Di Celso.
Nato a Civitella il 1 aprile 1927, residente a Cesena, primo di sei figli, celibe.
Riconosciuto partigiano dell'8 brigata con ciclo operativo dal 20 giugno al 24 settembre 1944.
Caduto il 23 settembre 1944. La sua scheda biografica presso l'Anpi reca "mentre era in servizio per la brigata fu mitragliato per cui decedeva".
Greggi Antonio Di Carlo.
Nato a Forlì il 9 dicembre 1919, residente a Forlimpopoli frazione Sant'Andrea, colono, secondo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della brigata sap con ciclo operativo dal 1 giugno al 21 ottobre 1944.
Con Bertaccini Battista, Renato Fabbri, Rino e Adriana Ragazzini (padre e figlia) componeva la squadra sap della frazione Sant'Andrea di Forlimpopoli che operò per lo smistamento di armi e stampa alle brigate gap e 8° e in attentati a strutture logistiche tedesche. Il 21 ottobre 1944, un aereo alleato bombardava l'abitazione del Bertaccini dove l'intera squadra era riunita, distruggendo l'abitazione e uccidendo tutti gli occupanti.
Greppi Agostino Fu Macario.
Nato a Mortano il 4 marzo 1882, residente a Pieve di Rivoschio, coltivatore diretto, coniugato e padre di cinque figli.
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 gennaio al 20 agosto 1944.
Durante il rastrellamento d'agosto, il giorno 20, venne ucciso dai tedeschi.
Gridelli Sergio Di Cesare.
Nato a Svignano il 9 febbraio 1926, ivi residente, impiegato, primo di due figli.
Riconosciuto partigiano con ciclo operativo dal dal 1 novembre 1943 al 25 settembre 1944.
La scheda personale presso l'Anpi reca: "Fucilato il 25-9-44. Forze nazi-fasciste"
Grilli Attilio Di Giulio.
Nato a Longiano il 18 agosto 1925, ivi residente, bracciante, primo di tre figli, celibe.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 5 agosto 1944.
Il 18 luglio 1944, in compagnia degli amici Renato Paolucci e Augusto Sarpieri, fu raggiunto e ucciso da una raffica di mitra sparata da una pattuglia tedesca che li riteneva responsabili del ferimento di una staffetta motorizzata tedesca, avvenuto poco prima nei pressi di Longiano. Paolucci e Sarpieri furono poi fucilati al cimitero di Roncofreddo.
Guidazzi Mario Fu Massimo.
Nato a Cesena il 20 febbraio 1897, residente a Cesena, rappresentante di commercio, coniugato e padre di tre figli.
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 22 settembre al 22 gennaio 1944.
Noto repubblicano, cognato di Cino Macelli, il pomeriggio del 22 gennaio 1944, mentre percorreva Corso Cavour, fu riconosciuto e assassinato dai fascisti che in corteo stavano recandosi al locale ospedale per prelevare la salma di Ivo Piccinini ucciso da un gap la sera del 18 gennaio.
Guidi Domenico Fu Francesco.
Nato a Modigliana il 13 luglio 1924, ivi residente, colono, primo di cinque figli, celibe.
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 1 marzo al 12 marzo 1944.
Il comandante del battaglione Romeo Corbari in una dichiarazione scritta il 2 settembre 1946 attesta "che il giorno 12/3/1944 perché renitente alla chiamata alle armi dell'esercito repubblichino, fu prelevato dalla sua abitazione durante un rastrellamento. Giunto nei pressi di Forlì, il giorno stesso tentò la fuga assieme ad altri due compagni, (Augusto Berti e Ezio Fiorentini) ma nel guadare il fiume Montone in piena annegò".