Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena

Partigiani nell'appennino forlivese ottobre 1944.
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Elenco dei caduti delle formazioni partigiane 8° Brigata Garibaldi - 29° Brigata G.A.P. "Gastone Sozzi" - Brigata S.A.P. - Battaglione Corbari

A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z

Urbini Guglielmo Fu Giovanni. 
Nato a Cesena il 24 giugno 1901, ivi residente in frazione Martorano, operaio agricolo, coniugato e padre di quattro figli. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 dicembre 1943 al 24 aprile 1944. 
Il 26 e il 28 aprile venivano uccisi, nella zona di Martorano, i militi della Venezia Giulia: Romeo Steher e Carlo Martone. I fascisti attuarono nella zona un grande rastrellamento nella zona Martorano- Bagnile con l'impiego del battaglione dei militi della guardia Venezia-Giulia e dei fascisti cesenati, inquadrati su tre colonne. I campi vennero rastrellati, le case perquisite. Giunsero anche a casa sua. Lo sapevano padre di un giovane partigiano (e di altri quattro figli) e lo uccisero. In quella stessa giornata i fascisti assassinarono altre sette persone.
Valbonetti Benito Fu Giovanni. 
Gappista, ucciso nel corso di un rastrellamento il 24 aprile 1944 
Nato a Meldola il 31 gennaio 1922, ivi residente, bracciante, celibe. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 18 giugno al 17 luglio 1944. 
Ucciso nel corso del rastrellamento di luglio. Inquadrato nel 5° distaccamento, il 17 luglio 1944 era in perlustrazione, quando la sua squadra venne intercettata e inseguita da una colonna tedesca, in azione di rastrellamento, procedente da Seguno. Gli altri quattro componenti la squadra, furono catturati e fucilati. Rimasto indietro rispetto ai compagni, si nascose in un fossato. Attirato in un tranello con una richiesta di aiuto da parte di un falso partigiano, fu catturato e fucilato a Mercurio.
Valdifiori Pietro Claudio Fu Domenico. 
Nato a Civitella di Romagna il 5 novembre 1901, ivi residente in frazione Civorio, agricoltore, coniugato e padre di quattro figli. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 2 luglio al 30 ottobre 1944. 
Ucciso il 13 ottobre 1944.
Valentini Carlo Fu Luigi.   
Nato a Santa Sofia il 14 ottobre 1882, residente in Predappio in frazione Porciantico, colono, coniugato e padre di quattro figli. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 23 agosto 1944. 
Il 17 agosto una ventina di armati, militi e tedeschi, svolsero un rastrellamento contro l'abitato di Porciantico incendiando alcune case e maltrattando gli abitanti. Arrestato con altre trenta persone, padri e parenti di partigiani, fu condotto a Civitella. Il 23 agosto venne prelevato con altri cinque, Scala Giovanni con i figli Antonio e Francesco, Giuseppe Bertaccini, Primo Galeotti, e fucilato in San Filippo, alla periferia di Civitella.
Valentini Secondo Di Silvio. 
Nato a Cesena il 28 maggio 1924, residente a Campiano di Ravenna. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 28 gennaio al 17 aprile 1944. 
Disperso nel corso del Grande rastrellamento d'aprile. 
Il verbale dell'ufficio stralcio datato 10 ottobre 1947 attesta "Durante il rastrellamento dell'Aprile scomparve e non si seppe più nulla di lui e non fu possibile identificarne la salma"
Valgiusti Giovanni Di Luigi. 
Nato a Civitella di Romagna il 24 giugno 1925, ivi residente, agricoltore, secondo di sette figli. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 ottobre 1943 al 24 marzo 1944. 
Arrestato e percosso - gli fu inferto anche un colpo di baionetta al costato sinistro - in frazione Seggio, assieme a Massimo Fantini e a Agostino Lotti perché renitente di leva. Portato a Civitella fu poi tradotto a Forlì. Il venerdì 24 marzo venne processato e condannato a morte da un tribunale militare. La sentenza che riguardava anche i fratelli Dino e Tonino Degli Esposti, Massimo Fantini, Agostino Lotti, venne eseguita nella caserma Ferdinando di Savoia.
Valgiusti Luigi Fu Giovanni. 
Nato a Sorbano il 28 giugno 1898, residente a Civitella di Romagna in frazione Seggio, colono, coniugato e padre di otto figli tra i quali Giovanni fucilato il 24 marzo 1944 a Forlì. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 ottobre 1943 al 30 novembre 1944. 
L'atto di notorietà steso nel comune di Civitella di Romagna in data 7 maggio 1946 afferma "che nel giorno 27 settembre 1944 truppe tedesche in rastrellamento prelevarono dalla propria abitazione e lo dportarono in Germania così si suppone. Non ha fatto più ritorno in famiglia. Tutt'ora è considerato disperso"
Vandi Guerrino Fu Giuseppe. 
Nato a Rimini il 9 novembre 1915, ivi residente a Viserba, coniugato. 
Riconosciuto partigiano della brigata sap. 
Appartenente al distaccamento Santarcangelo III° del battaglione di Rimini, il 27 settembre si portò alla casa di Renzi Giulio, dove era giunta la prima pattuglia alleata. Un reparto tedesco attaccò la casa. Assieme agli italiani presenti nella casa fu prelevato e costretto a trasportare i feriti della pattuglia alleata sino a Santa Paola dove aveva sede un ospedale da campo tedesco. Qui il più anziano dei Renzi venne liberato gli altri furono fatti proseguire sino a Carpineta e, dopo alcuni giorni di prigionia, fucilati alle ore 16,30 del 4 ottobre.
Vendemini Agostino Di Delio. 
Nato a Cesena il 17 settembre 1922, ivi residente, fabbro, primo di quattro fratelli, celibe. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 9 febbraio al 17 aprile 1944. 
Disperso nel Grande rastrellamento d'aprile. L'atto di notorietà redatto nel comune di Cesena in data 12 agosto 1948 rende noto che "risulta disperso, in seguito al combattimento contro le truppe nazi-fasciste nella zona di Biserno (Forlì), dall'aprile 1944".
Verità Rolando Di Angelo. 
Nato a Castrocaro il l'11 ottobre 1917, agricoltore, terzo di tre figli, celibe. 
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dal dal 1 novembre 1943 al 30 luglio 1944. 
Sostenitore della formazione di Corbari, proprietaro di poderi, venne denunciato dal mezzadro del podere Mezzacollina, come finanziatore di partigiani e occultatore di armi. Arrestato dalla brigata nera IX settembre, dopo un sommario processo, il 12 agosto 1944 fu fucilato nel cimitero di Castrocaro.
Verità Veraldo Di Angelo. 
Nato a Castrocaro il 18 agosto 1911, agricoltore, primo di tre figli, celibe. 
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dall'11 novembre 1943 al 30 luglio 1944. 
Sostenitore della formazione di Corbari, proprietaro di poderi, venne denunciato dal mezzadro del podere Mezzacollina, come finanziatore di partigiani e occultatore di armi. Arrestato assieme al fratello Rolando, dalla brigata nera IX settembre, dopo un sommario processo, il 12 agosto 1944 fu fucilato nel cimitero di Castrocaro.
Veronesi Enzo Di Provvido. 
Nato a Quistello il 23 maggio 1925, residente a Roverbella (MN), contadino, quarto di cinque figli, celibe. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio all'11 aprile 1944. 
Durante il Grande rastrellamento d'aprile assieme al altri quattro partigiani, raggiunse Spinello ignorando che la frazione era presidiata da tedeschi e fascisti. Dopo uno scontro a fuoco in tre furono catturati e fucilati nel locale cimitero.
Versari Angelo Fu Annibale. 
Nato a Portico di Romagna l'8 giugno 1887, residente a Tredozio, colono, coniugato e padre di sei figli tra i quali Iris Versari. 
Riconosciuto partigiano del battaglione Corbari con ciclo operativo dall'8 settembre 1943 al 30 novembre 1944. 
Immediatamente dopo l'8 settembre la sua abitazione divenne sede di un gruppo partigiano del quale facevano parte alcuni soldati sbandati, slavi fuggiti da campi di prigionia e la figlia. Il 27 gennaio 1944 venne arrestato dai tedeschi in azione di rastrellamento per ripulire la zona dopo l'uccisione di tre partigiani e la cattura di altri 20 a Ca Morelli di Tredozio. Nell'occasione Iris riuscì a fuggire da una finestra del retro, egli fu invece arrestato con la moglie e i figli Berto e Livia, i quali ritornarono a Tredozio, presso uno zio, dopo quaranta giorni di carcere minorile a Bologna. Associato ai catturati di Ca Morelli fu processato e condannato, assieme alla moglie, a quattro anni di prigione. Fu invece trasferito in campo di concentramento in Germania dove morì il 26 marzo 1945.
Versari Francesco Di Iacopo. 
Nato a Santa Sofia il 9 ottobre 1924, residente a Bagno di Romagna in frazione Monteguidi, colono, secondo di quattro fratelli, celibe. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 12 aprile 1944. 
La mattina del 12 aprile 1944, giorno d'inizio del Grande rastrellamento d'aprile, si schierò sul crinale di Biserno vicino alla "croce" a 670 mt di quota, per contrastare i tedeschi che dalla strada bidentina intendevano conquistare i crinali dove erano attestati i partigiani. Alle 9, mentre il mortaio dirigeva i suoi colpi sul crinale, una colonna tedesca attraversava il Bidente al Molino per raggiungere "la croce". Il fuoco dei partigiani la costringeva a fermarsi e a disperdersi. Una colonna, non vista, partita da Cafarno e guidata da un collaborazionista del luogo, giungeva sul fianco della postazione partigiana. Dalla postazione ravvicinata i tedeschi diedero precisione al tiro dei mortai e delle mitragliatrici. Raggiunto da una raffica in pieno petto moriva sul crinale di Biserno. Per otto giorni rimase insepolto. Mani pietose stesero un telo sul suo corpo dopo che un cane lo aveva addentato.
Versari Igino Cesare. 
Nato a Mortano il 6 dicembre 1906, residente a Civitella di Romagna in frazione Seggio, colono, coniugato e padre di sei figli. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal dal 1 ottobre 1943 al 3 ottobre 1944. 
Il 3 ottobre venne catturato da tedeschi in azione di rastrellamento in seguito all'uccisione di due commilitoni avvenuta tra Seggio e Montevecchio. Alle ore 20, di quello stesso giorno, venne scelto con altri cinque: Angelo Biserni, Mario Bassini, Lauro e Ubaldo Mengozzi, Mario Masini e fucilato alle Cave di Seggio. Nel cimitero di Montevecchio venivano fucilati fratelli Paolo e Attilio Prati.
Versari Iris Di Angelo. 
Nata a Portico il 12 dicembre 1922, residente a Tredozio, prima di quattro fratelli, nubile. 
Riconosciuta partigiana del battaglione Corbari con ciclo operativo dal 2 gennaio al 18 agosto 1944. 
Immediatamente dopo l'8 settembre la sua abitazione divenne sede di un gruppo partigiano del quale, oltre a lei, facevano parte alcuni soldati sbandati e slavi fuggiti da campi di prigionia. L'occupazione di Tredozio portò al rastrellamento di tutta la zona e il 27 gennaio 1944 la sua abitazione venne incendiata e i suoi famigliari arrestati. Nel maggio partecipò con Corbari all'uccisione del console Marabini. Il 18 agosto 1944 assieme a Corbari, Spazzoli, Casadei fu accerchiata dai tedeschi e fascisti a Ca Cornio. Impossibilitata a tentare la fuga perché ferita ad un ginocchio si suicidò per non essere di peso ai compagni. Nel pomeriggio il suo corpo fu portato a Forlì e impiccato nella piazza principale. 
Medaglia d'oro al V.M.
Vicini Armando Di Pio. 
Nato a Cesena il 12 febbario 1914, ivi residente, macellaio, coniugato e padre di due figli. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 febbraio al 30 settembre 1944. 
Arrestato il 27 settembre assieme a Ubaldo Farabegoli, Giuseppe Piraccini, Amedeo, Augusto e Primo Ridolfi, perché in prossimità dell'abitazione dei Ridolfi erano state ritrovate delle armi. Alle ore 24 del 29 settembre gli fu inferto un colpo alla nuca con una mazzetta. Il colpo non fu letale. Gettato nella fossa comune, ricoperto di terra, secondo la perizia del medico legale, morì per soffocamento. 

Vignali Giovanni Fu Pietro. 
Nato a Bagno di Romagna il 7 giugno 1888, residente a Civitella di Romagna in frazione Civorio. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 maggio al 1 ottobre 1944. 
L'atto di notorietà redatto nel comune di Civitella di Romagna dichiara che "in seguito a rastrellamento effettuato dai tedeschi in Civorio" lo prelevarono "e tradotto in frazione di Ciola in Sarsina veniva dagli stessi fucilato il 10/9/1944"
Zaccarelli Antonio Fu Tommaso. 
Nato a Meldola il 2 ottobre 1924. 
Riconosciuto partigiano dell'8 brigata con ciclo operativo dal 28 settembre 1943 al 15 aprile 1944. 
Caduto nel corso del Grande rastrellamento d'aprile.
Zaccaria Carlo Di Enrico. 
Nato a Cesena il 20 dicembre 1912, ivi residente, colono, coniugato e padre di tre figli. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 maggio al 20 ottobre 1944. 
Gappista, moriva colpito da granate il 17 ottobre 1944.
Zaccheroni Romolo Di Aurelio. 
Nato a S. Pietro in Vincoli di Ravenna il 15 gennaio 1923. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 25 marzo al 19 aprile 1944. 
Nel corso del Grande rastrellamento d'aprile, riparò nel versato toscano del Monte Falterona. Il mattino del giorno 17, veniva catturato nella valle dell'Oia. La notte, con altri 16 partigiani fu fucilato nel cimitero di Stia.
Zambianchi Fidelmo Di Arturo Primo. 
Nato a San Pietro in Vincoli di Ravenna il 21 giugno 1921. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 15 settembre 1943 al 17 aprile 1944. 
Nel corso del Grande rastrellamento d'aprile, riparò nel versato toscano del Monte Falterona. Il mattino del giorno 17, veniva catturato nella valle dell'Oia. La notte, con altri 16 partigiani fu fucilato nel cimitero di Stia.
Zanchini Gino Di Romeo. 
Nato a Bertinoro il 2 giugno 1925, ivi residente, primo di tre fratelli, celibe. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 gennaio al 17 aprile 1944. 
Catturato nel corso del Grande rastrellamento d'aprile tra il 14 e il 17 aprile 1944, da allora non si ebbero più notizie.
Zanelli Giuseppe Fu Domenico. 
Nato a Sarsina il 26 giugno 1921, ivi residente in frazione Pieve di Rivoschio, sacerdote. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 18 marzo al 22 agosto 1944. 
Ucciso nel rastrellamento d'agosto. Nell'atto di notorietà redatto il 10 luglio 1946 nel comune di Sarsina così hanno testimoniato alcuni parrocchiani le sue ultimissime ore "Padre cappuccino, il 21 Agosto 1944, mentre tornava a casa dopo di avere celebrata la Messa nella Chiesa Parrocchiale di Pieve di Rivoschio, veniva preso da soldati tedeschi, caricato su di una macchina e dopo breve tratto di strada veniva barbaramente ucciso a colpi di rivoltella e gettato in un burrone dove veniva trovato il giorno seguente".
Zanetti Nello Di Abramo. 
Nato a Civitella di Romagna l'8 maggio 1914, residente a Magliano di Forlì, colono. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 1 luglio al 27 agosto 1944. 
La notte del 27 ottobre 1944, nel tentativo di rientrare alla propria abitazione in compagnia dell'amico Lorenzo Galeotti, venne catturato nei pressi del podere "Dozzina" di Meldola e fucilato.
Zangari Guerrino Di Giovanni. 
Nato a Forlimpopoli il 21 settembre 1915. Residente a Bertinoro, celibe. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dall'8 aprile al 10 agosto 1944. 
Il 10 agosto 1944 moriva dilaniato dalla mina anticarro che stava collocondo lungo la strada di Santa Maria Nuova per far saltare un camion tedesco.
Zanuccoli Guglielmo 
Nato a Cesenatico il 10 maggio 1926, ivi residente, bracciante, celibe. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 15 gennaio al 18 agosto 1944. 
Faceva parte di un gruppo di giovani marinai romagnoli che nel luglio del 1944 decise di disertare dal semaforo militare marittimo di Cesenatico - Porto Corsini. Il 18 agosto con i compagni si portò alla casa del colono Pieri, nei pressi di Ponte Ruffio. Tradito da chi li doveva condurre in montagna, quella stessa notte fu catturato dai fascisti di Cesena che lo fucilarono sul Ponte Ruffio.
Zavalloni Pietro Di Primo. 
Nato a Cesena il 2 novembre 1918, ivi residente, celibe. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 20 giugno al 29 settembre 1944. 
Vittima dell'incursione aerea del 26 settembre 1944.
Zoffoli Domenico Di Enrico. 
Nato a Mercato Saraceno il 16 settembre 1906, residente a Cesena, coniugato e padre di quattro figli. 
Riconosciuto partigiano della 29° brigata gap con ciclo operativo dal 13 febbraio al 23 ottobre 1944. 
Ucciso da una granata il 23 ottobre 1944.
Zoffoli Virgilio Fu Cleto. 
Nato a Cervia il 23 ottobre 1905, ivi residente, coniugato e padre di due figli. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dal 1 ottobre 1943 al 16 aprile 1944. 
Commissario politico di compagnia, cadde in combattimento sul monte Falterona durante il Grande rastrellamento d'aprile.
Zoli Antonio Fu Venanzio. 
Nato a Forlì il 15 febbraio 1915, ivi residente, operaio, coniugato e padre di due figli. 
Riconosciuto partigiano dell'8° brigata con ciclo operativo dall'11 novembre al 26 luglio 1944. 
Dal 1942 partecipò alla ricostruzione della organizzazione del partito comunista mantenendo i rapporti con i gruppi e le cellule della vallata del Bidente che riforniva di stampa e direttive. Dopo l'8 settembre fu tra gli animatori della prima formazione partigiana del forlivese, che si insediò a casa di Attilio Fantuzzi a San Paolo di Cusercoli. Fece parte del comando di questo primo nucleo e fu poi commissario politico della brigata. Nel luglio del 1944 venne catturato su denuncia di una spia, incarcerato, torturato e infine fucilato a Pievequinta il 26 luglio 1944. 
Decorato con Medaglia d'argento al VM